Pagina:Opere di Procopio di Cesarea, Tomo II.djvu/64

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44 GUERRE PERSIANE
CAPO XI.
Giustino successore d'Anastasio. — Cavado nomina all’eredità del regno il figliuol suo Cosroe. — Una legge di Persia nega il trono ai disformati da qualche personale difetto. — Cavado propone a Giustino l'adozione di Cosroe. — Giudiziosi ragionamenti di Proclo intorno alla proposta del monarca persiano. — Vano assembramento di ambasciadori all'uopo di appaciare i due Stati, e loro separazione. — Odio di Cosroe contro a’ Romani. — Funesta morte di Seose. — Costumanza persiana di non seppellire i cadaveri de’ trapassati. — Rufino accusato all'imperatore da Ipazio.

I. Morto Anastasio, Giustino ascese il trono1 lasciando indietro tutti i parenti di lui, benché molti e chiarissimi2.

  1. Questo imperatore nomato Flavio Anastasio Dicora e favoreggiatore degli eresiarchi Eutichio e Macedonio vescovo di Costantinopoli, dominò anni 27, mesi 3, e giorni 3, cioé dall'anno 491 dell’era volgare al 518, e morì colpito da una folgore.
  2. Anni dell’era volgare 518. Ecco uno squarcio della biografia di questo imperatore, tratto dalla Storia segreta del nostro Procopio : « Teneva in Costantinopoli l'imperio Leone, quando tre giovinetti nati nell'Illirio ed usi a lavorare la terra, e furono questi Zimarco, Ditibisto e Giustino, a cui fu patria Bederina, per togliersi dall’estrema povertà in cui erano, pensarono di darsi alla milizia. Vennero essi a Costantinopoli appiedi, coi saghi sulle spalle, entro i quali nulla fuorché qualche pane per alcun giorno aveano da riporre; e questo era tutto