Pagina:Opere di Procopio di Cesarea, Tomo II.djvu/79

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LIBRO PRIMO 59

mette a Nisibi1. Questi compiva con istraordinaria diligenza gli ordini avuti e l’opera giugneva a buon fine, quando i Persiani mandarono a lui dicendo che se non venisse deposto il lavoro eglino stessi lo sospenderebbero con de’ fatti meglio che con parole. Giustiniano informatone, e visto che Belisario difettava della occorrente truppa da opporre loro ne spedì altra co’ duci Cuze e Buze fratelli, originarj della Tracia, capitani delle compagnie del monte Libano, e non codardi nell’incontrare battaglia2.

II. Accorsi adunque e Persi e Romani al forte gli uni adoperavano discacciarne gli operaj, mentre che gli altri prendevanne la difesa, ed ostinatissima fu l’avvisaglia terminata da ultimo con perdita de’ Romani, che retrocedettero lasciando gran numero di morti sul campo. Molti di loro eziandio caduti in ischiavitù furono

    di prenderla corrompendone dapprima alcuni abitatori, e quindi per assalto. Ma l’uno e l’altro colpo riuscirongli vani per allora, mostrati essendosi i Mindesi valorosissimi nel difendere le proprie mura (V. Arriano, le St., lib. i).

  1. (1) Altre volte ragguardevolissima città sopra ogni altra della Mesopotamia. Il suo nome, Nesbin nel plurale, indica propriamente stazione militare. Leggiamo in Sifilino che Severo le attribuì grandissima dignità, e la confidò al governo di un cavaliere romano (lib. lxxv). Parecchie medaglie inoltre fanno testimonianza che questo imperatore dichiarassela metropoli e colonia.
  2. (2) Buze in ispecie era uno dei più ragguardevoli capitani dell’esercito. Egli guerreggiò gli Armeni, fu compagno di Belisario nelle orientali spedizioni e n’ebbe il supremo comando allorché questi fu mandato in Italia contro i Goti.