Pagina:Opere di Procopio di Cesarea, Tomo II.djvu/80

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60 GUERRE PERSIANE

tradotti nella Persia, e condannati ad un carcere perpetuo; e Cuze per sua mala ventura partecipò di questo destino. Rimaso così il forte privo di guardia venne agevolmente dal vincitore agguagliato al suolo.

III. Dopo breve tempo Giustiniano diede a Belisario la capitananza delle truppe orientali, ed imposegli marciare contra i Persiani. Al quale uopo il duce allestito un esercito poderoso recossi in Dara, ove ebbe a compagno Ermogene maestro degli uffizj, e già consigliere di Vitaliano allorché questi inimicava Anastasio 1, per ordinare tutto il necessario al viatico delle truppe. L’imperatore inoltre destinò Rufino ad un’ambasceria in Persia, commettendogli di rimanere sino a nuovo ordine in Gerapoli2, città su la riva dell’Eufrale. Or mentre da ambe le parti bucinavansi parole di pace, giunse improvvisa nuova che i Persiani erano per valicare i proprii confini, fermi nel voler prendere d’ assalto la città di Dara. Belisario ed Ermogene a tale annunzio apprestarono l’esercito, e fecero scavare ad un trar di sasso dall’abitato, laddove hai Nisibi di fronte, un alto fosso con parecchie uscite, il quale però non conservava di continuo l’egual direzione, ma vo a indicarne la forma. Il suo mezzo descriveva una

  1. (1) V. cap. 8, § 1, di questo libro.
  2. (2) Città sacra ; detta così grecamente per antonomasia, derivatole questo nome dal culto d’Atergate, divinità siriaca di primo ordine. Bambyce o Mabog sono le vere sue denominazioni orientali. Essa tuttavia esiste, ma priva affatto del suo antico lustro.