Pagina:Opere di Procopio di Cesarea, Tomo II.djvu/81

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LIBRO PRIMO 61

retta, alle cui estremità sorgevano due perpendicolari, ed in cima a queste eranvi altre rette orizzontali allungantesi da ambi i lati ben entro la campagna. L’esercito reale attendò nel territorio d’Ammodio, non più che stadj venti lunge da Dara. Pitiaze e Baresmana, privo dì un occhio, avevanne il comando, subordinati però al condottiero Perozo, di magistratura, nomandola alla foggia loro, mirrane; il quale fe dire a Belisario di approntargli il bagno pel venturo giorno, pensando lavarsi entro quelle mura; ed intendeva con ciò sfidarlo per la dimane alla pugna.

IV. I Romani pertanto veduto allo spuntare dell’aurora l’inimico in marcia ordinaronsi come sono per dire. Buze con numerosa cavalleria e Faras erulo con trecento de’ suoi occuparono la sinistra del fosso ed un vicino colle. Venivano quindi alla destra loro i massageti Simas ed Ascanio alla testa di seicento cavalieri, posti all’angolo formato dallo scontro de’ primi col sinistro lato del fosso, per aiutare senza indugio i prefati duci, ove lor truppe fossero perdenti; l’ala diritta avea l’eguale ordinanza. L’estremità poi del fosso in linea retta veniva coperta da molta cavalleria condotta da Giovanni di Niceta, da Marcello e da Cirillo, cui univansi Germano e Doroteo. E qui parimente all’angolo vedevi seicento cavalieri co’ massageti Simas ed Ascanio, pronti, ove Giovanni indietreggiasse, a piombare sul nemico, il nerbo in fine della cavalleria non men che della fanteria teneva il davanti del fosso, e Belisario ed Ermogene facevan mostra di sé dopo l’avanguardia. Di tal fatta erasi attelato l’esercito ro-