Pagina:Opere di Procopio di Cesarea, Tomo II.djvu/92

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72 GUERRE PERSIANE

padroni del campo, la riportata vittoria1. Fattisi indietro gli eserciti, il barbaro non osò più rischiare una battaglia, e le rade avvisaglie di pochissimo conto succedute tra loro non andarono colla peggio de’ Romani. Così ebbero fine le imprese della Mesopotamia.


CAPO XV.
Esercito di Cavado nell’Armenia. — I Persiani due volte sconfitti. — Paese e costumi de’ Zani. — Bolon e Farangion, castella, cadono in poter dei Romani. — Narsete ed Arazio favoreggiatori delle costoro parti.

I. Cavado inviò nella regione armena soggetta all’imperio nuovo esercito di Persarmeni, e di Suniti prossimani agli Alani2, cui unironsi tre mila Unni chiamati Sabiri3, bellicosissimo popolo. Mermeroe4,

  1. (1) Anno dell’era volgare 529.
  2. (2) Popoli dimoranti nella regione posta tra il monte Caucaso e le Porte Caspie. Essi erano liberi e soliti a confederarsi col persiano monarca per guerreggiare gl’imperiali.
  3. (3) In alcuni testi si legge Isadeni. Questi componevano una delle principali unniche o sarmatiche tribù sparte lungo le pianure in vicinanza delle Porte Caspie.
  4. (4) Uno degli uomini più illustri, vuoi per consigli, vuoi per valore, vuoi per capitanare gli eserciti, che abbia avuto la Persia. Giunto ad avanzatissima età ed infermato ne’ piedi, era tuttavia il suo animo nello accignersi ad ogni fatica sì pronto che tenuto lo avresti di ottima salute e nel fiore degli anni. Veniva allora trasportato in lettiga nel mezzo dell'esercito, non potendosi reggere più in arcione, e la sua presenza empiva di corag-