Pagina:Opere di Procopio di Cesarea, Tomo II.djvu/91

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LIBRO PRIMO 71

del corno sinistro guidati da Baresmane assalirono gli imperiali di contro, i quali non reggendo al potentissimo urto diedersi alla fuga. Tosto però que’ tutti che stavansi inoperosi all’angolo del fossato ed alle riscosse marciarono ad attaccare impetuosamente i vincitori, li ruppero, e ne rispinsero il maggior numero a destra e gli altri a sinistra, dove giaceva estinto il banderaio di Baresmane, ferito dalla lancia di Sunica. Intrattanto que’ Persiani che tenevan dietro ai fuggenti, veduto il pericolo, abbandonarono la impresa loro per soccorrere i compagni; ma ebbero eglino stessi ad affrontare doppio certame, perocchè i vinti, riunitisi, tornarono ad assalirli. La immortale legione e le altre truppe visto il banderaio in terra presero quella via con Baresmane.

IX. I Romani anch’egli vennero ad incontrarli, e Sunica, tra loro, ferì con un colpo di lancia Baresmane, il traboccò di sella ed uccise. Per sì tristo evento i barbari scoraggiati diedersi vergognosamente alla fuga, ed in essa, giunti i Romani a circondarli, forse cinque mila vi lasciarono la vita. I due eserciti poscia abbandonarono affatto lor posizioni, ritirandosi i Persiani sempre molestati dagli omeri. Nella sconfina il più della fanteria gittò a terra gli scudi, e colta nel massimo disordine fu miseramente accoppata. Se non che Belisario ed Ermogene temendo non il nemico costretto dalla necessità voltasse di nuovo le armi contro gli arditi persecutori, impedirono ai loro un soverchio allontanamento, contentandosi di conservare,