Pagina:Opere di Procopio di Cesarea, Tomo II.djvu/90

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70 GUERRE PERSIANE

rando vento ad essi contrario la forza dei lor colpi ne risentiva notabile danno.

VI. Esaurito il saettame ed impugnate le lance imperversò la mischia. Il corno sinistro de’ Romani durò grande fatica a reggere contro l’urto de’ Cadusii 1 condotti da Pitiazo, e di già vincitori in qualche parte. Sunica ed Augan v’accorrono, e Faras anche prima di questi, co’suoi trecento Eruli facendo prodigi di valore, e costringendo il nemico, abbandonato il campo, a ritirarsi.

VII. I Romani, al mirarli in rotta di subito riordinati, aitarono a compirne la strage. Il corno destro de’ Persiani non ebbe in quello scontro meno di tre mila estinti, e gli altri con agevole scampo, non essendo molestati dai vincitori, aggiunsero il centro. Tanto si operò in allora.

VIII. Il mirrane fece quindi passare la immortale legione ed altra soldatesca nel sinistro corno; del che avvedutisi Belisario ed Ermogene comandarono ai duci Sunica ed Augan di andare a rafforzare co’ loro seicento il corno destro ove erano già schierati Simas ed Ascanio: fu attelata inoltre alle spalle loro gran parte delle truppe di Belisario. In questo mezzo i Persiani

  1. (1) Plutarco narra che il costoro paese «è tutto aspro e nebbioso, ed è infecondo di biade e di frutta, e nutre di pere e di mele salvatiche e di altre siffatte coccole gli abitanti suoi, che bellicosi sono e ferini» (Vita d’Artaserse). La geografica posizione loro è al nord della Media, ovvero sia al sud-est del mar Caspio.