Pagina:Opere di Procopio di Cesarea, Tomo II.djvu/94

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74 GUERRE PERSIANE

detta posta in una vallea attorniata da colline1. Al che Sitta con mille uomini si pose in agguato dietro una di esse, e lasciò Doroteo a guardar la città, paventando uscire in campo con soli quindici mila combattenti per guerreggiare l’esercito persiano forte di trenta mila. Giunto la dimane il nemico a quelle mura, cominciavano l’assalto, quando vide i Romani discendere il colle, e ritti venire ad incontrarlo: e siccome la polvere che ingombrava l’orizzonte rendevano il numero maggiore di quello in realtà fosse, egli pensò abbandonare l’assedio, e ricogliere la sua ordinanza. Ma in questa sorvenuti i Romani, e separatisi in due corpi lo attaccano vigorosamente: esce in pari tempo a soccorrerli Doroteo, e tutti con grand’animo tenzonando mettonlo in fuga. Non è però da passare in silenzio che i Persiani superiori di numero opponevano mai sempre qualche difesa nella rotta loro, e disputavano l’altrui vittoria con ostinazione, il perché or questi ora quelli, essendo tutti cavalieri, prendevan le fogge di vincitori o di vinti. Un trace di nome Fiorenzo, duce della cavalleria, fe mirabil cosa nella mischia, imperciocché gittatosi nelle file nemiche ne rovesciò il banderese, ma retrocedendo fu egli stesso tagliato a pezzi sul campo;

  1. (1) Questa città dell’Armenia minore fu visitata da Traiano allorché mosse guerra agli Armeni ed ai Parti, avendo il re dei primi ricevuto il diadema dal Parto anzi che da lui. Se pure ad un tale pretesto non vogliamo con Dione Cassio o col suo epitomatore Sifilino sostituire la molta cupidigia di gloria del romano imperatore. Essa é collocata da Tolomeo a gradi quarantadue e un sesto di latitudine.