Pagina:Opere di Procopio di Cesarea, Tomo III.djvu/390

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380 GUERRE GOTTICHE

dinotanti capi di lupi, e non perché gli abitatori suoi manifestinsi, nascendo, con lupine cervici. Ma di così fatti argomenti pensa e parla come tu vuoi, ed io tornerò a bomba.


C A P O XXVIII.
Belisario navigando alla volta di Taranto sopraffatto da tempesta apporta a Crotone — Avuti in prima buoni servigj dalle truppe, quindi pessimi, tutto trepidante passa in Sicilia con Antonina sua donna.

I. Belisario adunque procacciava di afferrare senza indugj a Taranto. Avvi in quelle parti un lido foggiato a guisa di mezza luna, ove il mare formando mercé della curva un seno rade lunghissimo tratto di paese, non minore di stadj venti. Vicino all’uno ed all’altro estremo del tortuoso trascorrimento delle acque, al principio intendomi ed al terminar della flessura , sorgono due città : l’una, Crotone, guarda ponente, la seconda, Taranto, volge all’orto; di mezzo ad esse hannovi i turi. Le navi romane quivi sorprese da marea e gagliardissimo vento in contrasto colle onde furono costrette a riparare nel porto di Crotone, dove Belisario, non rinvenendo altro luogo munito né vittuaglia per alimentare la truppa, statuì di soggiornare con sua donna e co’fanti per chiamarvi di poi l’ esercito di Giovanni e metterlo in punto : fece eziandio più lunge procedere tutta la cavalleria, comandando a que’ condottieri, Fara ibero e Barbatione sua guardia, di piantare il campo alle strette della regione. Sì operando egli estimava che costoro