Pagina:Opere di Procopio di Cesarea, Tomo III.djvu/46

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38 GUERRE GOTTICHE

me dalla terra scaturissero genti agguerrite; rivenuti pertanto al duce assicuraronlo che procedeva Constanziano seguito da non poche miriadi di combattenti. E quegli sorpreso dalla riferta giudicava mal sicuro consiglio l’affrontare il nemico per istrada, nè tampoco volea essere dai Cesariani, fortissimi padroni del mare, assediato là entro. Le mura in ispecie di Salona diroccate nella maggior parte, ed i grandi sospetti intorno agli animi de’ cittadini verso i Gotti recavangli molta pena: il perchè uscitone a fretta con tutto il presidio andò a oste tra Salona e Scardona città. Constanziano levatosi da quel porto navigando con l’intiero novero de’ vascelli afferra a Lissa posta nel seno, e di là manda a spiare gli andamenti di Grippa per averne subito avviso, e informatone appuntino piglia la via di Salona. Giunto in vicinanza della città e fatto dare in terra alle truppe vi pose gli steccati; ordinò quindi a Sifillan, altra delle sue lance, di occupare con cinquecento armati i luoghi stretti, a lui noti, ne’ sobborghi, e tosto furon eseguiti i suoi comandamenti. Al dimane poi tutto l’esercito entrò e da terra e da mare in Salona, gittando le àncore de’ vascelli in quel porto; dopo di che il duce volse ogni sua cura a risarcire prontamente le rovine de’ muri. Grippa e le gottiche schiere correndo il settimo giorno dall’ingresso degli imperiali nella città, disertato il campo, batterono la via di Ravenna, lasciando con la partenza loro in poter de’ Romani la Dalmazia e tutta la Liburnia1,

  1. Ora Croazia.