Pagina:Opere di Procopio di Cesarea, Tomo III.djvu/47

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LIBRO PRIMO 39

dove riuscì a Constanziano di cattivarsi gli animi di que’ gottici abitatori; qui abbian tregua le cose avvenute presso i Dalmati. Col verno terminò il primo anno di questa guerra da Procopio tramandata per iscritto alle genti avvenire.


C A P O VIII.


Belisario entrato in Italia strigne amicizia con Ebrimut, genero di Teodato; quindi assedia Napoli. — Risponde a Stefano, originario di quella città, il quale stoglievalo da tale impresa. — Fermatosi dai cittadini l’arrendimento, Pastore ed Asclepiodoro induconli co’ loro discorsi a cangiare sentenza.

I. Belisario guernite di truppe Siracusa e Panormo venne coll’esercito da Messana a Regio, dove i poeti fingono accaduti i famosi portenti di Scilla e Cariddi. Frotte di paesani accorrevano senza posa a lui, non volendo pigliare la difesa delle proprie città perchè smantellate da lungo tempo di muro, ma soprattutto perchè erano gli animi loro adiratissimi contro ai barbari, e di ragione, in causa dell’aspro governo cui viveano suggetti. Dei Gotti Ebrimut, addivenuto genero di Teodato collo sposarne la figliuola Teodenanta, con tutto il suo corteo disertò ai Romani, e subito dopo itosene a Bizanzio fu dall’imperatore, passando con silenzio le altre onoranze conferitegli, accolto nell'ordine de’ patrizj. Da Regio l’esercito con viaggio pedestre corse le piagge dei Bruzj e de’ Lucani, seguito dai vascelli a breve distanza. Messo piede nella Campania giunse ad una ma-