Pagina:Opere di Raimondo Montecuccoli (1821).djvu/72

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bien ce que l’on vient de faire». Il est vrai que c'étaìt un chef-d’oeuvre d’habileté (Lettera 206 sul fine). F.

30 Il Turenna lasciò alcune memorie, le quali non sono che una mera relazione delle sue campagne, scritta unicamente per conservare la ricordanza di quelle, e senza alcun apparato di scienza e di riflessioni. Le Memorie del Montecuccoli, libro scientifico, ed universale, sono tutt’altra cosa. P.

31 «Montecuccoli (dice il signor di Folard) è uno de’ nostri maestri e il Vegezio de’ moderni, o a dir meglio, è assai maggiore di Vegezio ..... È andato innanzi a tutti, e se tutto non vi si trova, bisogna considerare la strettezza che si è prescritta nell’opera sua, la quale altro non è che la idea d’un corso generale e compiuto dell’arte della guerra». Folard sur Polybe: Observations sur le passage du fleuve Achelous.

Aderendo al giudizio di tanto scrittore, e censore dell’arte della guerra, dico, che le Memorie del Montecuccoli sono alla scienza militare quello, che gli aforismi d’Ippocrate alla medicina, il risultato di innumerevoli osservazioni, che comparate insieme si riuniscono in alcuni principii certi ed universali. L’arte della guerra abbisognava di tal libro, che la riducesse a forma di scienza, che ne gittasse i fondamenti secondo l’uso delle armi moderne, perchè altri scrittori in seguito potessero, seguendo le molte diramazioni, ampliarla e trattarla difiusamente. Senza un Galileo non avremmo un Newton; senza un Montecuccoli non avremmo un Folard, un Puisegur, un Turpin, e forse non avremmo quello che ha condotto la tattica al sommo della perfezione, il gran Federico. Coloro che credono aver potuto bastare a ciò gli antichi maestri, non si sono avveduti, che i divarii del vecchio e del nuovo guerreggiare sono