Vai al contenuto

Pagina:Opere matematiche (Cremona) I.djvu/158

Da Wikisource.
144 sulle coniche e sulle superficie di second’ordine congiunte.


Le quantità , si ponno assumere come coordinate ellittiche tangenziali.

Superficie di second’ordine congiunte.

11. Data la superficie di second’ordine:

1)

e la sfera di raggio nullo, o cono immaginario:

2)

qualunque superficie (di second’ordine), circoscritta alla loro curva di ideale intersezione, è rappresentata dall’equazione:

3)

Tutte le superficie comprese in questa equazione hanno in comune le direzioni dei piani ciclici. Il luogo dei centri delle medesime è la cubica gobba:

          

che ha gli assintoti paralleli agli assi principali delle superficie (3). Questa curva ha quattro punti appartenenti alle superficie, di cui sono i rispettivi centri: i quali punti sono i vertici del tetraedro polare comune, ossia sono i vertici d’altrettanti coni che fanno parte del sistema (3), secondo il noto teorema di Poncelet[1]. Uno di tali coni è quello rappresentato dalla (2). Questi coni diconsi congiunti alla superficie data (1) relativamente al punto . Diremo anche che tutte le superficie (3) sono congiunte rispetto a questo medesimo punto.

12. Data adunque una superficie di second’ordine, riferita ad assi ortogonali:

ed un punto di coordinate , tutte le superficie congiunte ad essa rispetto a questo punto sono incluse nell’equazione:

essendo:

ed un parametro indeterminato.


  1. Traité des propriétés projectives des figures, Paris, 1822: p. 395.