Pagina:Opere scelte di Ugo Foscolo I.djvu/101

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sero di dar utili esempi alla loro patria per aspirare ad ammaestrarla su le leggi del globo, del sole, dei cieli, dell’etere, del caos, dell’eternità, dell’universo; grandi nomi, incomprensibili idee, e quindi involte in voci mirabili al volgo. Con questo esempio si coacervarono in un vocabolo solo molte idee morali, che già nell’uso erano determinate e sicure, ma che riunite in una diveniano indistinte, e parvero astratte, indi, sotto colore di dilucidarle, furono tanto divise, che le loro fila facendosi impercettibili, anche le loro parti sembrarono opposte tra loro, e bisognarono nuovi termini, astrusi anch’essi, perchè applicati a nozioni ignote all’uso ed all’esperienza: così gl’ingegni, sviandosi nel labirinto delle speculazioni, armandosi di termini universali in cui si presumea, d’indicare l’essenza, le qualità, le quantità, gli accidenti, i caratteri, le differenze e le coerenze di tutte le cose, e schermendosi o con distinzioni, inesatte sempre perchè le parole erano indefinite ed ambigue, o con definizioni che promettevano di accertare la natura degli enti, ma che sviavano dalla certezza del loro uso, si imparò ad insidiare la ragione e a far sospetta la verità: quindi la moltitudine de’sofisti,