Pagina:Opere scelte di Ugo Foscolo I.djvu/106

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tavami di studiare ciò che poteva essere utile a me stesso ed agli altri. Onde imparai musica da Damone, e volli vedere cosa fosse poetica, rettorica e geometria, e considerai le arti e gli artefici, ed ascoltai filosofia universale dal vecchio Anassagora, e fui prediletto discepolo di Archelao, e volli anche da Diotima, donna di elegantissimo ingegno, apprendere dottrine di amore1. Or benchè fossi da’precettori stimato di felice intelletto, niuna verità m’avvenia d’imparare si certamente ch’io potessi ridirla senza timor di mentire o di nuocere. Anzi il Genio mi comandava ognor più di rinunziare all’onore ed al lucro di quegli studi, ed anche all’arte della scultura insegnatami dal padre mio, e che unica omai potea camparmi da povertà, per vivere invece tra gli uomini, e considerare e dire le cose che li fanno disgraziati o felici. Da indi in qua mi vedete nelle vie più frequenti, e tra le gioie e le querele degli uomini, e nelle tende e nelle officine, sì che chiunque a cui piaccia, mi risponda e m’ascolti;

  1. Di tutti questi studi di Socrate vedi il Bruckero, Historia philosophiae, tom. I, part. 2, lib. II, cap. 2, De schola socratica.