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darsi nelle lingue è che le voci insolite e massime straniere diventino appena rare volte usate e ne’ casi di vera necessità. Altre regole pur necessarie nell’uso di una lingua sono:
I La elezione propria dei vocaboli per se stessi destinati dalla natura della mente umana unicamente a certe idee, perché tolta l’analogia tra il vocabolo e la idea che vuolsi esprimere è pur tolta la chiarezza della espressione.
II La perfetta aderenza nella lingua che le fu madre.
III E finalmente la naturale modificazione che richiede la lingua pel suo proprio carattere, onde si renda chiara ed elegante. Cominciamo da Dante giungendo fino a’ nostri tempi[1].
SECOLO XIII.
Dante scrisse un romanzo intitolato vita nuova[2]. Se bene si esamini, ogni voce qui ha
- ↑ 1806 epoca intorno alla quale diceva il Foscolo queste Lezioni in Pavia. Veggasi il § I. de’ Cenni sulla vita e le opere di lui nel presente libro.
- ↑ In quella parte del libro della mia Memoria, dinanzi alla quale poco si potrebbe leggere, si trova una rubrica, la quale dice: Incipit vita nuova. Sotto la qual rubrica io trovo scritte le parole, le quali è mio intendimento annunziare in