Pagina:Opere scelte di Ugo Foscolo I.djvu/35

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blicata e lo scopo a cui tende, imperocchè non fa in essa l’autore che mordere or questo, or quello per lo più de’ lombardi, i quali ebbero segnalato nome ed ufficio nel già regno italico, non perdonando neppure al medesimo capo; e perchè i personaggi ivi percossi erano allora tutti nella sventura.

In Inghilterra poi ripigliò il suo volgarizzamento dell’Iliade, del quale avea, come si disse già dato molti anni prima un saggio1, e di cui avea poscia tradotti dodici libri, nove de’ quali già limati e ridotti alla perfezione cui mirava costantemente in ogni suo lavoro. Ignoriamo se gli altri sieno stati per esso renduti degni del pubblico; ma sappiam con certezza che i dotti d’Italia meritamente applaudirono a quel tanto che di essa è da noi conosciuto.

Oltre alle opere già ricordate voglionsi notare alcuni altri libri colà dettati intorno ai padri delle italiche lettere: vogliam dire Dante,

  1. Questo saggio contemporaneo alla pubblicazione dei sepolcri, e, come ognuno sa, consistente nel volgarizzamento del primo canto, vide la luce, come si è già detto, in Brescia nel 1807, giacchè sebbene il Foscolo fosse sempre addetto all’esercito italiano, pure da quest’epoca in poi era, in omaggio de’ suoi letterari talenti, tenuto esente, (V. il § I di questi cenni) da ogni militare dovere, e poter liberamente vivere ed occuparsi come e dove più a lui talentava.