Pagina:Opere scelte di Ugo Foscolo I.djvu/82

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delle arti belle ebbero principio da’ que’ rudi massi, da quegl’informi simulacri, da quei disegni ineleganti de’ geroglifici, che pur non tendevano se non a far permanenti i suoni della parola. Ma e la religione più solenne nel mondo, e la più arcana sapienza, e la più bella poesia ebbero principio da questo medesimo intento. Però che il firmamento istoriato dalle memorie de’ mortali, fatti abitatori degli astri, non era più ormai spettacolo di muto stupore, ma quasi sentisse gli affetti dell’uomo, ripercotea nelle menti mille immagini, le quali animate dal timore e dalla speranza, popolarono di numi, di ninfe e di genii la terra. Perchè le conquiste e le colonie accomunando ai popoli le religioni, veniva ogni nume invocato, in più lingue assumeva differenti attributi, e moltiplicavasi in più deità diverse tra loro. Onde la luna, emula del sole nelle prime adorazioni degli uomini, era Arstarte a’ Fenici1, e Dione agli Assirii2 ed Iside e Bubaste agli Egizi3 poi di regina celeste degl’imperi ottenne in Grecia e

  1. Antonio Conti, Sogno nel globo di Venere.
  2. Vedi il cardinale Noris, Epoche de’ Siromacedoni, diss. v, cap. 4.
  3. L’Iside egizia è le più volte rappresentata or con la luna falcata sul capo, or con la luna piena sul petto.