Pagina:Opere scelte di Ugo Foscolo I.djvu/99

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e coronare la virtù ed esiliarla; che trucidava i tiranni, debellava le armi di tutta l’Asia, dava norme di giustizia a’Romani, e non sapea godere, nè la giustizia, nè la libertà, nè la pace, un sì fatto popolo doveva esercitare la sagacità de’prudenti, il valore de’forti, la virtù dei savi e il vigor degl’ingegni; dovea congiungere ne’loro pensieri l’entusiasmo ed il calcolo e nella loro lingua il colorito, la musica e tutto il disegno ad un tempo e la filosofica precisione1. Ma la Grecia non potendo tramandarci tutte le cause della sua felicità nelle lettere, ne diè in vece tutte quelle arti che le corrompono.

XIII. Finchè la filosofia s’attenne all’utile verità della pratica morale e politica, e che l’eloquenza s’attenne alla filosofia, la città fu retta da quegli ambiziosi che la natura destina alla prosperità delle repubbliche; da che gli ha dotati d’animo generoso e di egregia

  1. E questa a me pare in gran parte la causa della originalità e della fecondità dell’italiana letteratura in Firenze, ove, a’tempi di Dante, lo stato popolare e la libertà eccitavano le passioni de’cittadini e l’ingegno degli scrittori; mentre le altre città d’Italia ridotte a feudi imperiali dalle vittorie di Federigo I e di Federigo II contro la chiesa, continuavano nella barbarie, e le Muse si stavano nelle corti tra’ giocolari, e nelle celle tra’ monaci.