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d’Aiace; e manifestando il perfido giudizio dei Danai, restituì a Salamina la dovuta gloria[1]. Ho udito che questa fama delle armi portate dal mare sul sepolcro del Telamonio prevaleva presso gli Eolii che posteriormente abitarono Ilio»[2]. Il promontorio Retèo che sporge sul Bosforo Tracio è celebre presso tutti gli antichi per la tomba d’Ajace.
v. 229 Eterno . . . un loco.
I recenti viaggiatori alla Troade scopersero le reliquie del sepolcro d’Ilo antico Dardanide[3].
v. 230-231 . . . La ninfa a cui fu sposo
Giove ed a Giove diè Dardano figlio.
Tra le molte origini de’ Dardanidi, trovo in due scrittori greci[4] che da Giove e da Elettra, figlia di Atlante, nacque Dardano. Genealogia accolta da Virgilio e da Ovidio[5].
v. 248-249 . . . . L’Iliache donne
Sciogliean le chiome.
Uso di quelle genti nell’esequie e nelle inferie:
- «Stant manibus arae,
- «Et circum Iliades crinem de more solutae[6].
v. 251 Cassandra.
- «Fatis aperit Cassandra futuris
- «Ora, dei jussu, non umquam credita Teucris[7].
v. 273 Mendico un cieco.
Omero ci tramandò la memoria del sepolcro d’Ilo[8].
- ↑ Analecta veterum Poetarum, editore Brunch, vo. iii, Epigram. anonimo cccxc.
- ↑ Pausania, Viaggio nell’Attica, cap. xxxv.
- ↑ Le Chevalier, Voyage dans la Troade, seconda edizione. — Notizie d’un viaggio a Costantinopoli dell’ambasciadore inglese Liston, di M. Hawhins, e del D. Dallaway.
- ↑ Lo scoliaste antico di Licofrone al verso 19. - Apollodoro, Bibliot. lib. iii, cap. 12.
- ↑ Eneide, lib. viii, 134. Fasti, lib. iv, 31.
- ↑ Virgilio Eneide lib. iii, 65.
- ↑ Idem, lib, ii, 246.
- ↑ Iliade, lib. xi, 166.