Pagina:Ordini di cavalcare (1571).djvu/71

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SECONDO 55

egli fara; così come ancora se fosse vivace, & molto sensibile, usandogli a tempo il simile che ho detto, lo fara patiente, & egualmente vi risponderà con quella misura che gli conviene, come più chiaramente parlando del Cavallo, che non soffre gli sproni, vi ragionai. Però in questo caso non non bisognerebbe cavalcarsi la mattina seguẽte seguente seguente , perche accaderebbe solo quando fosse pigro, del modo che ora vi dissi: altrimẽti altrimenti altrimenti farebbe l’effetto contrario, come havete dinazi gia ben inteso.

[Quando venga assai lento al raddoppiare.]Ancora a Cavallo che vien’assai lento al raddoppiare, come sapra nelle volte incavallar le braccia, giova molto, per alcune fate, al fin di un picciolo repolone di trotto, che va a terminarsi di galoppo, al tempo che ha fatto la volta semplice, chiuder presto l’altra metà di volta dalla medesima mano, et ivi facendogli carezze fermarlo per un poco, & forse allora, senza fermarsi,lo troverete in tanta attitudine, che potrebbe seguir due volte raddoppiate per mano. & si vvol avvertire (fin che raddoppia) di non mancar mai di aiutarlo con con quanta velocità si può di lingua perche trovandosi aviato con quella furia del repolone, prenderà non pur con facilità grande presto le volte doppie, ma il vero senso dell’aiuto: & quando poi a quel suono della lingua intende le volte bene, non bisognerà donargliele più con quei repoloni; che le fara in ogni tempo, & da fermo a fermo, & consertamente, & in ogni maniera che volete.

[Quando al raddoppiar faccia le volte troppo avanti.]Se il Cavallo, quando raddoppiasse le volte cambiando troppo avanti, & non ne lo potete a niuna guisa correggere, voi vi ponerete con la testa del Cavallo all’incontro di un muro, overo di un’albero da sei palmi lontan da essa, & farete le volte con gli ordini che ho detto, chiudendole sempre verso quel muro, o verso quell’albero, perche non potra farsi avanti, & in un medesimo luogo bisognerà farle giuste.

Volendo togliergli questo vitio, senza che vi sia muro, overo albero nell’incõtro incontro incontro , si vuol maneggiar con la mano un poco più ferma del solito, ma non tanto che non vi sia il suo giusto temperamento: & ogni fiata che son chiuso le volte, tanto quãto quanto quanto egli si fe avãti avanti avanti , lo dovete pian piano ritirare, et farlo far indietro.

Si potrebbe ancora dapoi che lo haverete maneggiato a repoloni di passo, o di trotto, o di galoppo, nella maiese a traverso per un segno battuto dalle sue stampe, parato ch’egli havera, ivi farlo raddoppiare, & bisognando ritrarlo appresto, pur come vi dissi: perche allora, ogni fiata che si fa avanti, gli fara fatica partirsi dal terren duro, & andare dove affonda. Onde poi da se stesso a poco a poco si correggerà, & al fin fara sempre le volte in un luogo solo, non partendosi mai dalla pista sua, così come ancora farà quando egli al raddoppiare si facesse in dietro: & voi, correggendolo di tal’errore, altrettanto lo farete far’avanti.

[Quãdo Quando Quando al radoppiar faccia le vol-]Similmente, quando egli raddoppiando si fa avanti più di quel che gli conviene, gli valerà molto farlo stesso raddoppiare al piano nel fin d’un pendino con le braccia, & con la testa verso l’alto, & con le gambe verso il basso, &

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