Pagina:Ordini di cavalcare (1571).djvu/74

Da Wikisource.
Jump to navigation Jump to search
58 LIBRO

che poi non haverà bisogno ne di questo ne di altro aiuto, tal che allora facendo si pur quello farebbe vitio.

[Modo di maneggiare a repoloni.]Mi pare ancora di darvi luce di quanto sarà possabie farsi per un Cavallo. La onde vi fo intendere, che ogni fiata che egli sarà destro, & facile al raddoppiare, si potrebbe a poco a poco sopra il passo, o il trotto insegnar di maneggiarsi a repoloni a questo modo. come siete al termine del repolone, donategli una volta & meza raddoppiata, & subito ritornando in dietro per la pista del medesimo repolone, giunto all’altro termine, prenderete la somigliante volta dall’altra mano, et così continuerete sino a quel numero, al quale egli possa resistere: & la prima, & l’ultima volta sarà dalla man destra, & al fin lo dovete parare con le posate.

[Un’altra maniera di maneggio a repoloni.]Si potrebbe pur maneggiare in questa maniera che ora vi dirò. come siete arrivato al termine, gli donerete meza volta da man destra, & in un tempo subito cambierete mano dalla banda sinistra, raddoppiando la volta integra, & per la pista del repolone caminando avanti, come siete all’altro termine, prenderete la meza volta sinistra, & in quell’instante chiuderete la volta raddoppiata da man destra, & con con tal’ordine seguirete gli altri repoloni in ogni capo sempre con una volta & meza fallita, et in ultimo posando lo farete parare. Et tanto a questo maneggio, quanto a quel che ho detto dinanzi, dal principio si vogliono far le volte pian piano, incavallando solo le braccia.

Et come il Cavallo intenderà bene queste volte, sopra il passo, over nel trotto si potrebbon fare questi repoloni di galoppo più o meno furiosi, secondo potrà soffrire. Però avvertite bene, che l’uno & l’altro garbo di tal maneggiare non non è utile a niun modo di battaglia: anzi se il Cavallo fosse di pocha schiena, gli annullerebbe tanto più la possanza. nondimeno eseendo se non pur in tutto, in parte gagliardo, per una nuova vista, & per un bel vedere, mostrando il valore, et l’attitudine sua, sarebbe da stimare in una stalla fornita d’un grã gran gran Principe che vi fossero almen un paro di questi cavalli. Et sappiate, che all’altre virtu da poi si mostrerebbe con maggior conserto, & pronto, & facile piu del solito suo.

[Come si dee raddoppiare un cavallo debole, e gravoso.]Di più dico, che le volte raddoppiate, non solo al repolone, del modo che ora qui avanti ho detto, ma quando sono da fermo a fermo, & massimamente se fossero due volte per mano, se il Cavallo è debole, & non è leggiero, & in essa non tiene attitudine, volendo troppo sforzarlo, gli rõpono rompono rompono i lombi, et debilitano i nervi, & se gli manca gran parte del suo potere. Però vi ricordo, che in tal difetto, volendo maneggiarlo con le volte raddoppiate, come convengono, basterà per alcun tẽpo tempo tempo usargli sol’una volta per mano: che al cõbattere combattere combattere sarà più utile, che non sono le due volte, & preservandogli la forza non finirà tanto presto la sua bontà. Oltre di questo la volta verrebbe di schiena, & più attondata, et aiutata di sproni, & in ogni volta si accomoderà le braccia con più bell’aria, et piacendovi al sin dapoi farà pur l’uno & l’altro: & se cento volte l‘hora lo ri-

chiederete