Pagina:Ordini di cavalcare (1571).djvu/75

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SECONDO 59

chiederete da ogni mano, in questa guisa vi risponderà sempre giusto: & se totalmente egli non fosse atto a chiuder le volte, et in farle fosse gravoso & pigro, di troppo duro & mal’intelletto, & assai floscio, in tal caso vi dico, che non son durabili, & in niuna maniera è bene donargliele, perche anco di più lo avilirebbero, & appresso cãbiando cambiando cambiando mano, et venẽdo venendo venendo in poter d’un Cavaliero non non così bene esperto, non non farebbe giuste, secondo che si ricerca, le volte semplici de i repoloni.

[Non doversi mutar spesso briglia, e castigo, quãdo quãdo quãdo va di bocca.]Et perche non è dubbio, che per haver il fondamento d’ogni virtù bisogna che il Cavallo sia fermo di arco di collo di testa, & habbia buona bocca, mi pare sopra di ciò ch’il sia costretto di farvi noto, che vogliate fuggire il disordine che molti usano, che, mutando tante aspre, & varie briglie al Cavallo, pensano con quelle fermarlo di capo, & al tenere agilitarlo, & non si aveggono, che con essa s’invilisce, overamente si esaspera: onde con si grave errore non sarà mai possibile, che venga nella sua final perfettione: ma con la buona arte, & vera disciplina, & con la briglia piacevole, alla qual si possa temperatamente appoggiare, & assicurar la bocca, & col trotto, & col galoppo, portando la man temperata, & ferma, & co i torni, & non ponerlo in fuga, & con dimostrargli il modo delle volte a i repoloni, & al raddoppiare, & con insegnargli le posate, & fargli conoscere la voce, quando volete che si fermi, & pari, & con la rarità della carriera, & fargli a tempo carezze quando sia bene, & castigarlo sempre a tempo quando sia male, verrà compito in ogni bontà, el a conformarsi col volere del Cavaliero, che gli sta di sopra. Ora chi non sa, che se voi maneggiando il Cavallo, gli darete da dieci repoloni, se all’ultimo si pone in su la mano, & va via col mostaccio alto, cacciato in fuora, overamente basso, più & meno verso il petto, che egli il fa, non per colpa di briglia, ne per volontà che habbia di correre, & travagliare, ma solo per posarsi, & pensa di scampare, & superarvi, accio che non habbiate più da fastidirlo? tal che non non solo in questo caso, ma in qualunque tempo che usi tal vitio, se allora non vi fate vincere, & battendolo in testa, & in mezo, & fra le orecchie dall’una & dall’altra banda, et con con terribili voci correggendo fin tanto che dura nella sua perfidia, et malignità, non mancando da ciò, egli verrà vinto, & temerà un’altra fiata venire a quel termine, ove egli sempre si ricorderà, che per lui sarebbe maggiore il travaglio: et tanto più se vi accadesse questo in una maiese fonda. Et notate bene, che allora che vi accorgerete che esso sia almeno in parte vinto, non lo dovete lasciare senza di subito ritornare a maneggiarlo un poco sopra il trotto, & appresso sopra il galoppo, & che non esca molto della lena sua, & frrmandovi, come al male hebbe il correggimento, così ancora dovete al bene tantosto fargli carezze sopra il collo, overamente sopra il garrese; & lasciandolo con quella buona bocca, un’altra fiata non oserà egli uscir dalla vostra meta, & intenderà quel che volete. Et benche sia col capo grosso, con le mascelle piene, corto, & carico di collo, & lungo di schiena, & totalmente debole, & di

picciola