Pagina:Osservazioni alle Ricerche sul progetto di una strada di ferro da Milano a Venezia colle relative risposte.djvu/7

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Quanto alle comunicazioni più possibilmente rettilinee, la linea delle città è preferibile perchè non ha tutti quegli enormi angoli acuti che formano i bracci trasversali innestandosi alla linea maestra. Le curve e gli angoli, i quali si risolvono poi anch’essi in curve, portano tre effetti pessimi: perdita di tempo, perdita di forze e spesa maggiore di costruzione perché nelle curve i rotanti tendono a smuovere la rotaja dal suo letto.

Inoltre finora non si giunse a vincer le curve che abbiano meno di un mezzo miglio di raggio; è a questo fine che si tentò ultimamente introdurre i curli conici per sussidio alle ruote delle macchine: ma l’esito non fu ancora assicurato dall’esperienza.

Da tuttociò risulta la necessità di meditare in tempo un sistema generale di linee ferrate nella nostra pianura, e di non abbracciar col capo nel sacco il primo pensiero che si presenta.

Oss. IV. Al paragrafo 8.° viene fatta l’osservazione seguente: “La strada ferrata non è per sua natura capace di ricevere afflusso di viandanti ad ogni tratto ed alla spicciolata, ma bisogna che si radunino a certe stazioni”. Non si può negare la giustezza di questa asserzione. La cennata radunanza può non solo avere luogo nelle città, ma ugualmente sui punti di intersezione dei tronchi colla linea retta. I viaggiatori di Brescia, di Verona, di Vicenza e di Padova vi arriveranno raccolti assieme e saranno accolti nello stesso modo.

Risp. Si nega che la "cennata radunanza" possa aver luogo nei punti d’intersezione egualmente come nelle città; perchè in città la gente si trova senz’altro radunata. E appunto perchè sarà necessario che i viaggiatori di Brescia, Verona, Vicenza e Padova "arrivino raccolti insieme", si è dimostrato al § 25 delle Ricerche che i bracci addizionali riescirebbero quasi inservibili.

Oss. V. Al paragrafo 10.° viene esternato il dubbio sull’affluenza de’ milioni necessarj all’impresa, se non si