Pagina:Osservazioni alle Ricerche sul progetto di una strada di ferro da Milano a Venezia colle relative risposte.djvu/8

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levano dove stanno. Questo riflesso sembrando destinato ad insinuare l’apprensione della mancanza de’ capitali requisiti, qualora le persone danarose a Brescia, Verona e Vicenza 1, si rifiutassero a contribuirvi per la ragione della preferenza che si avrebbe data alla linea retta, giova mettere in confronto l’assioma incontestabile, che i capitalisti delle dette città, come quelli delle altre che si ritrovano nella monarchia austriaca, impiegheranno i loro fondi nella impresa in questione, se vi ritrovano un evidente utile, senza rinunciarvi per alcun altro riflesso secondario. Nell’ipotesi di abbandonare la linea retta, si potrebbe ugualmente inferire che i capitalisti di Milano riterrebbero i loro fondi, poichè si toglierebbe a questa città il vantaggio della maggior possibile velocità con quello della minor possibile mercede di trasporto.

Risp. S’invita il signor Eumene a leggere da capo il § 10 delle Ricerche il quale non "esterna alcun dubbio sull’affluenza dei milioni necessari", ma riesce a tutt’altro proposito. In fatti tende a mostrare che per rendere servigio al paese bisogna cominciare a trar vantaggio dagli stabilimenti che abbiamo, giacchè se si trattasse unicamente di traslocare la linea del commercio "avremo reso inutili i capitali già investiti negli edificj, nelle strade e nei canali delle città presenti per seppellire altra massa di capitali in nuovi edificj su un’altra linea di città future. Cosicchè infine avremmo due spese l’una antica e l’altra attuale per avere il medesimo servigio di prima. Così due capitali ci renderebbero il servigio di un solo; il che è quanto dire che l’uno dei due sarebbe gettato via".

Queste cose riguardano tutto il paese e non i milioni di Milano piuttosto che quei di Bergamo. Ed è assioma incontesta-

  1. Padova non è mentovata perchè la linea retta passerebbe quasi radente vicino a detta città.