Pagina:Osservazioni intorno alle vipere.djvu/28

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30 OSSERVAZ. INT. ALLE VIPERE

Come dunque, se il veleno delle Vipere a gustarlo non solo non è mortale, ma ne meno in verun modo nocevole, come, dico, potrà esser mai vera la storia del Mattiolo, o quell’altra d’Amato Lusitano, che due giovani feriti dalla Vipera, si morissero, perchè da se medesimi succiati s’erano il luogo morsicato? Io per me penso, che più probabile sia il dire, che coloro morissero, non perchè succiata si avessero la ferita, ma ben si, perchè dalla Vipera erano stati morsi, o non aveano col succiare cavata tutta la velenosità, o avendo qualche piaga in bocca, gliele comunicarono, o finalmente per non aver’ auto il comodo di fare gli altri necessari medicamenti interni, come nel tempo, che fu Edile Pompeo Rufo avvenne in Roma ad un Ciurmadore, il quale nel mezzo della piazza essendosi fatto mordere un braccio da un’Aspido, se bene si succiò la morsicatura, con tutto ciò in capo a due giorni restò privo di vita; la qual cosa gli avvenne, per testimonio di Eliano, per essergli da’ suoi emuli stata tolta, o versata una cert’acqua medici-