Pagina:Panegirico a Trajano.djvu/11

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10 PANEGIRICO

mo, o Trajano, e con ragione, offeso te ne terresti; quasi io malignamente volessi far credere, che chi al cospetto parla di giusto signore, l’ingiusto sdegno temerne potesse giammai. Avvilirei in oltre non poco me stesso, mostrandomi, col timido e dubbio favellare, più degno di adulare i passati reissimi principi, che di altamente parlare in nome del romano senato a quest’ottimo: e, non fedele interprete di Roma, di cui la migliore e la più sana parte in questo augusto consesso rimiro, farei del consolato mio una trista e lagrimevole epoca per la repubblica, se, trascorsa una preziosissima occasione di ricuperarle legittima libertà, o ad altri ne cedessi lo splendido assunto, o, coll’averla per infingardaggine negletta, o per timore non ben proseguita, o per poca abilità senza rimedio perduta, facessi