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124 Diario sentimentale


Ma più io discendevo e m’addentravo nel bosco, più crescevano le tenebre. Mi venne in mente che giù c’è il precipizio dell’Aposa, dove più d’uno cercò la morte: lì nel bosco, mi insorsero imagini paurose: il bosco scintillò di imagini, come nelle fole dei bimbi i boschi si riempiono degli occhi dei lupi. Ed allora rifeci la strada. Sarei tornato a Bologna col tram. Ogni venti minuti ce n’è uno.

E ripassando, c’erano ancora, quei due: immobili.

«Ma non avete freddo, a star lì così fermi?» Veniva proprio voglia di chiedere loro così.

Ma forse era quella liquefazione interiore, quale appariva dagli occhi della giovinetta, che non faceva sentire ne il freddo, nèla miseria.

***

San Michele in Bosco, colle dove fioriscono le viole e gli amori. Ti cantò già Lorenzo Stecchetti. Ma come si trascina oramai stanco Olindo Guerrini! Ti cantò Severino Ferrari, e vedeva, giù nel piano, accendersi al sole, rossa nell’estivo mattino, Bologna; e vedeva, per il gran verde, ondeggiar Biancofiore col seno di latte e la gran chioma bionda. Severino adesso dov’è?

E Giovanni Pascoli che abitava là di contro, dove abita adesso?