Pagina:Panzini - Il bacio di Lesbia.djvu/106

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XII

RAGIONAMENTI DI POLITICA


Catullo di questo incontro ragionava con Clodia.

— Mio fratello, — disse Clodia, — è veramente un passionale, come voi, o caro Catullo, siete un ingenuus per tutto il climax della parola.

— Ma a chi voleva alludere vostro fratello quando parlava dei divoratori di patrimonii?

Clodia disse:

— A Cesare, Pompeo e compagnoni. Ora, poi, è avvenuto il pateracchio con la figliola di Pompeo, e le cose camminano bene: il suocero e il genero! Fra poco si aggregheranno Crasso, e il terzetto sarà compiuto. Gloria militare, oro e intelligenza! Chi dei tre credete che prevarrà? Siate certo che prevarrà la intelligenza, e Cesare sarà re di Roma.

E Catullo disse:

— I re non sono più stati tollerati in Roma dopo la cacciata di Tarquinio il Superbo. Questo nome di re è odiato in Roma.

— Oh, troverà ben lui, — rispose Clodia, — il surrogato di un altro nome!