Pagina:Panzini - Il bacio di Lesbia.djvu/109

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il bacio di lesbia 107


mano della sua giovinetta figlia Pompea a Cesare. Pompeo era la gloria di Roma. Aveva sterminato i pirati, per lui fu vinto l’implacabile Mitridate. Ora Pompeo si appresta, dall’Asia, al trionfo che Roma gli prepara. Tempesta che vuole il trionfo. Quale legame, ora anche di sangue, tra Cesare e Pompeo! Quale potenza! Quale avvenire! Pompeo è appena di sei anni maggiore di Cesare.

Ma chi avrebbe imaginato che sarebbe venuto un giorno in cui al genero sarebbe stata offerta in regalo la testa del suocero, staccata dal busto?

L’ardente Clio, oltre ai ritornelli, si compiace talvolta di questi lugubri giochi: e, strano! anche le più alte intelligenze non se ne ricordano.


Domandava Catullo a Clodia a proposito di queste espropriazioni, divorazioni, rivoluzioni:

— Ma non ci sono i Consoli per nostra difesa?

E Clodia rispose sorridendo:

— Provvèdano i Consoli affinché la Repubblica non soffra danno. Questo è il primo articolo dello Statuto.

— Adesso è console Metello Celere, vostro marito, — disse Catullo —. Speriamo in bene.

— Mio marito? È un uomo probo. Non serve.