Pagina:Panzini - Il bacio di Lesbia.djvu/17

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il bacio di lesbia 15

bituati! ma per costoro era piú comodo vivere di elargizioni pubbliche o della sportula alle case dei ricchi. E poi, e poi? Questa plebe era la massa di manovra nelle elezioni per i demagoghi. Bei parlatori! Le leggi delle dodici tavole tremavano.

Cosí si dice: ma chi ne capisce qualche cosa?

Ne capiamo cosí poco del tempo in cui viviamo: che cosa possiamo capire di tempi tanto lontani? Le caste Vestali assistevano, impassibili, alle grandi ferite dello sport circense, e noi impassibili non assistiamo a altri spettacoli?

Se il gran Giudice verrà, come ci giudicherà?


Si direbbe che nel mondo cambia, ogni tanto, il modo di interpretare la vita. Si forma, si dilata una data interpretazione, che poi diventa norma di vita. La prudenza cambia nome e diventa stultizia, la parsimonia diventa grettezza. Le parole perdono il loro significato.

Storici solenni e poeti satirici latini esagerarono davvero! Celebre la cena di quel plebeo arricchito di Trimalcione: celebre il caso di quella dama imperiale che non riusciva a prendere sonno, perciò si travestí, e andò in incognito in luoghi disonesti. Quante esclamazioni! Oh, vergogna! oh, pudore! oh, orrore! Pareva che Roma dovesse precipitare e invece