Pagina:Panzini - Il bacio di Lesbia.djvu/199

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XXX

IL MESSAGGIO


La dama aspetta la risposta di Catullo. La risposta non viene. Allora mandò segretamente alla casa di Catullo per sapere che ne era. Catullo era partito. Per dove? Per Verona? Per la sua villa sul Garda? Più lontano assai.

Ciò offese molto la Signora. Passò qualche mese, ed ecco i corrieri le recarono una lettera che era di Catullo, ma non era diretta a lei, bensì a quegli amici, come lui aveva in quel giorno promesso. Anche quest’altra offesa! Le palpebre le battevano per dispetto.

«Va in malora anche te!» Poi raccolse quella lettera, e da principio non capi quello che Catullo voleva dire, perché lui non nominava niente lei, ma faceva con quegli amici il giro del mondo.


Il mondo allora era tondo come è oggi. Certo però la figura del mappamondo era differente: oggi è come prigioniero dentro il reticolato delle linee ferroviarie, aeree e di navigazione. Allora c’era soltanto il faro di Alessandria, il faro di Rodi e l’asta d’oro di