Pagina:Panzini - Il bacio di Lesbia.djvu/46

Da Wikisource.
Jump to navigation Jump to search
44 alfredo panzini


sospetto che la poesia fosse pericolo pubblico, non pericolo privato in quanto non sapevano che la poesia gènera pathèmata, paturnie, aegri somnia, allucinazioni, squilibri, neurastenie e altre cose nocive alla salute.

Cicerone non aveva attaccato di fronte il diritto: lo aveva aggirato con una manovra di cavalleria fantastica, e aveva riportato vittoria.

In quel giorno però avvenne qualche altra cosa che non il riconoscimento e la conferma di Àrchia a cittadino romano!

Perché la difesa che Cicerone fece di quel mediocre poeta d’Àrchia segnò come la consacrazione della vittoria spirituale deU’Ellade, come dire che la poesia greca a bandiere spiegate era entrata in Roma. E Orazio, dopo qualche tempo, « pigliava atto », sia pure con malavoglia, di questo avvenimento quando dichiarò che gli Dei avevano concesso ai Greci molto ingegno, molto bella parola, e una potenza di fantasia che è dovere riconoscere.


Cicerone fu portato a casa a braccia di popolo dal vento della gloria e dall’entusiasmo di quei giovani.

La sua casa era situata in uno dei punti più belli di Roma: sul Palatino, e se l’era fatta lui per sé e per i suoi.

Tornando a casa dopo le sedute del Senato