Pagina:Panzini - Il bacio di Lesbia.djvu/96

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Tutto è vanità!», egli impauri, e retrocedette in Babilonia.

Noi altri della nostra civiltà ignoriamo la morte, non retrocediamo davanti ai gimnosofisti dell’India : gli ordini li diamo noi alla Natura. Non lampade votive, ma fari di fredda luce collochiamo per i rettilinei delle nostre Babilonie. Noi siamo metallici e velocissimi. Eppure v’è chi sente che qualche cosa va morendo con la morte della religione dei morti.

Così Catullo sentiva che qualcosa si veniva spegnendo nella luminosa Roma.

Fra non molti anni folgorerà una voce che dice: «Chiunque vive e crede in me, vivrà in eterno».