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il bacio di lesbia 97

«Egnazio ride per far vedere i suoi denti candidi, lupeschi. Ride in tribunale quando l’avvocato difensore parla per commuovere, ride ai funerali, quando una madre piange davanti al rogo dell’unico figlio. Qualunque cosa avvenga, dovunque si trovi, si vedono i suoi denti bianchi che ridono; qualunque cosa egli faccia, ridono i suoi denti bianchi».

E vi par poco, o Catullo?

Porcaccione, voi dite, perché Egnazio, da quel barbaro che è, si strofina i denti con un dentifricio innominabile. E per questo? Anche le pomate più fine son grasso di porco. Non si commuove Egnazio e non fa tante storie per la morte di un passerotto.

Non trova da dir male degli uomini e del mondo, né di chi è scabbia e rogna del mondo. Ride! C’è chi ride e chi piange. E che la vada! Vi è morto qualcuno? Voi, o siete troppo giovane, Catullo, o vi sentite poco bene in salute. Male est!

Chi sta bene in salute, digerisce tutto e non si accorge di quello che ha digerito.

Dovete stare poco bene. È inutile che minacciate scandalo e pubblicità contro i frequentatori della taberna musicale e danzante all’insegna di Castore e Polluce: vi fareste rider dietro come Catone.

La ragione vera è la vostra gelosia, perché