Pagina:Panzini - Il romanzo della guerra, Milano, Lombardo, 1914.djvu/68

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mondo. Il mondo — fuori di Enver bey — risponde di no. Certo la Germania è oggi assalita da implacabili nemici.

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Stasera furono da noi a pranzo le contessine F***. Hanno una loro governante tedesca, un cosino così: docile, devoto. Ha due fratelli alla guerra: ma ciò non la preoccupa. Ella è convinta del benefizio e dell’onore che la Germania fa al mondo di educarlo alla tedesca. È preoccupata osservando che il mondo non accetta di buon grado questo beneficio, questo onore. È terribile, un popolo che ragiona così!

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29 Agosto: Tutti ci vogliono bene. A Vienna, a Berlino sono contenti di noi. Niente più traditori, come fino a ieri: ma savie persone neutrali. «Seguitate così e tutto andrà bene». Mi pare il consiglio del notaio a Renzo Tramaglino: «Pensate al vostro onore, figliuolo!»

Anche il gran generale austriaco, Conte Conrad von Hotzendorf, assicura che egli non ha nessuna intenzione aggressiva verso l’Italia — e pare che per il passato ne avesse. Idee di vendetta, assolutamente no!

Queste dichiarazioni sembrano a molti italiani molto confortevoli, e l’Italia, in pace fra tanta guerra, sembra godere di un trattamento privilegiato.