Pagina:Panzini - Il romanzo della guerra, Milano, Lombardo, 1914.djvu/78

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Se i Germanici domineranno il mondo, ben dovranno distruggere anche quella parte del loro linguaggio che porta le vestigia della latinità, perchè le parole della sapienza sono pure in favella latina!

Quale guerra si combatte? Il volto che la Germania discopre è disumano.

È la distruzione di tutto ciò che non è teutonico. Ciò che non è teutonico appare ad essi così intollerando da dover essere scancellato dalla faccia della terra?

Certamente i civili Germani non ragionano così. Certamente così non può essere. Essi non lo dicono. Ma danno al mondo questa impressione.

E un’impressione di terrore!

Che funerea tristezza mi vince. Felice chi non ha prole!

***

— Signor professore — mi ricordo che mi obbiettava uno scolarino — in uno di quei giorni di febbraio in cui era d’obbligo parlare della Pace universale, ed io stavo ferocemente muto — signor professore, la signora professoressa di storia ha fatto una bella conferenza per dimostrare che le guerre non vi saranno più, o, caso mai, saranno guerre umanitarie: c’è già il fucile umanitario; c’è la Croce rossa; c’è il Codice della Convenzione dell’Aia. Anche la guerra è diventata civile!