Pagina:Panzini - Il romanzo della guerra, Milano, Lombardo, 1914.djvu/98

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Ma quale mostruosa deità era sotto il frisch, fromm, frei? Ma così da divenire Germania, giogo e catena del mondo, no!

Ma oggi, oggi, v’è qualcosa che in me si ribella. Oggi i Germani ripetono: Noi temiamo Dio e nessun altro nel mondo. Ebbene, no! E se anche questo disse Bismark, Bismark lo dedusse dall’anima barbarica degli Svevi, quando mandarono il messaggio a Cesare: Noi temiamo Dio e nessun altro nel mondo. Questa orgogliosa sfida al mondo non può avere corona di vittoria, perchè distruggerebbe la tua stessa civiltà, o Germania. O vuol dire, o Germani, che secondo vostra filosofia (Kant, Hegel, Marx, Bismark), tutto si risolve nella vostra coscienza, che la vostra coscienza è il vostro Dio? che soltanto quella temete?

Immenso orgoglio allora, ma anche immensa debolezza, perchè l’uomo non è il domatore della vita. Basta un po’ di mal di pancia, un microbio ostinato, a far perdere all’uomo-dio di Hegel tutta la sua divinità!

***

I Russi hanno vinto in Galizia.

Dicono che la spina dorsale dell’esercito austriaco è rotta.

Ci vuol altro!

Si sente dire: Finis Austriae! Ci vuol altro! L’Austria è come quei gattacci che uno scaccia di qua, uno percuote di là, uno gli