Pagina:Panzini - Novelle d'ambo i sessi.djvu/125

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La martingala 113


Finché colui fulminava contro re, papi, imperatori e loro contorno, andava bene; ma quando fulminava contro S. M. il popolo e sue delegazioni, andava male.

S. M. il popolo insorgeva ruttando insolenze: — Transfuga! vile borghese! bieco reazionario!... Ma l’uomo pazzo riceveva le insolenze, anzi pareva che le assaporasse per filosofia.

E come le ingiurie cessavano, diceva:

— Pretendi che io, o popolo, parli come i tuoi maestri, soltanto il linguaggio della tua passione? Ciò non sarà mai detto!

— Ma sa lei, — gli dissi una sera, facendomi da presso, dopo che tutto l’uditorio se ne era andato, — sa lei, mio signore, che lei dice certe cose che non si leggono nemmeno nei giornali?

— Mo’ senti bene che bella novità mi viene a raccontare questo individuo. Mi scaraventano addosso quintali di insolenze appunto perchè dico delle verità.

— Anch’io, signore, — dissi io, — sono piuttosto maldicente, ma vedo con piacere che lei mi supera. Lei deve aver fatto anche buoni studi.

Sorrise con disprezzo:

— Il mio nome è noto!

— Scusi, il suo nome sarebbe?