Pagina:Panzini - Novelle d'ambo i sessi.djvu/143

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La bora 131

LA BORA.

Paron Mènego, quand’era a bordo ritto su la tartana nera era un personaggio! Conosceva le stelle e le acque; e quando a pope reggeva la barra, dominava i venti e le onde. Ma se il mare era piano, paron Mènego fumava la pipa chioggiotta in cerchio coi compagni, o disponeva le schegge sotto il paiolo per la polenta dolce, o ammanniva su la tolda, entro gli schidioncelli di ròvere la triglia rossa, la seppia bianca, la sardella turchina; oleose, e ancor palpitanti.

Ma a terra paron Mènego faceva meno figura: sia che la terra gli mettesse soggezione, sia che in terra camminasse bordeggiando sui grossi zoccoli di legno, che pareva ebbro.

Ma soltanto la domenica era un po’ ebbro.