Pagina:Panzini - Novelle d'ambo i sessi.djvu/198

Da Wikisource.
Jump to navigation Jump to search
186 novelle d'ambo i sessi


Nell’attesa del treno, il bimbo si è addormentato su la spalla della nutrice.

— Non lo svegliare, — disse la madre al figlio. — Quando si sveglierà, non si ricorderà più. Sta attento alle arie del fine; trino. Nella valigia grande vi sono i savoiardi, c’è la bottiglietta del brodo. Tutti i calzettini di Max sono stati accomodati.

E altro non aveva da dire.

Che cosa altro dire?

Quando i figli si allontanano senza gli Iddii, noi non abbiamo più niente da dire ai figli.

Il treno arrivò.

Voi non tremate quando il nero treno arriva? Buon segno! Ciò vuol dire che quelli che sono partiti, sono anche tornati.

Le ruote insensibilmente si mossero e dallo sportello la mano del figlio si staccò dalla mano della madre.

— State in pace, — ella disse.

E il treno sparì nella notte.

*

Ed ella ritornò alla sua casa sola, e finchè la sua mano era viva, versò l’olio nella lampada.

Bellaria, estate 1917.