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172 i trionfi di eva


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Perchè in quella mattina il commendator Fabrizi, sorbendo il caffè, in veste da camera, si era sentito brillare la splendida idea di rivolgere a tutte le persone, note e notorie, un formulario in proposito di questo tenore:

«Crede Ella che in un popolo pervenuto ad un alto grado di civiltà, dove è ammessa la indissolubilità del coniugio, l’introduzione del divorzio rappresenti un progresso?

«Non teme Ella che dalla adozione del divorzio possa risultare un crescente dissolversi della famiglia?» Queste le domande.

L’idea era bellissima e la trovata degna del suo amore per la conservazione sociale. Bisogna cioè vincere l’Idra rivoluzionaria col metodo suo stesso. Ad referendum! e il commendatore Fabrizi volse il passo verso la casa del senatore.

Ma proprio sull’angolo della via la giovinetta si era fermata per vedere se era seguita, come a dire: «coraggio!»

Ciò oltrepassava i limiti della libertà e dell’audacia! E allora per mostrare a sè, a colei, al manifesto che aveva in tasca, a tutto il mondo, insomma, che egli non ubbidiva ad eccitamenti peccaminosi, si fermò; anzi avendo a mezzo della