Pagina:Panzini - Trionfi di donna.djvu/181

Da Wikisource.
Jump to navigation Jump to search

senape inglese o senape francese? 177

«Certamente — seguitava pensando — i confini del diritto sono incerti, esistono delle conflagrazioni fra diritto e diritto: ma egli è pur vero che se si dovesse chiudere questo negozio qui in nome della morale e dei santi principî, bisognerebbe chiudere anche quello là: insomma chiudere tutto. Insomma una clausura universale.

No! così la faccenda non va: i conti non vengono. Bisognerebbe cominciare da capo: tutto libero, tutto aperto, tutto permesso! Qui l’orizzonte gli si allargò in una visione mirabile ancorchè fosse tardi, come disse Dante.

Ma poi sopravvenne un’idea che chiuse tutto quell’orizzonte sconfinato di libertà perchè si ricordò del motto di quel famoso filosofo che disse: Cosa disse? Se fosse stato un filosofo antico, un Aristotele, un San Tommaso, un beato Lattanzio, il commendatore Fabrizi se ne sarebbe riso davvero della sentenza di quel filosofo!

Ma si trattava di un filosofo moderno, positivista celebre: egli in quel punto non si ricordava del nome, ma probabilmente si trattava di parecchi filosofi che dissero tutti, press’a poco, la stessa cosa, cioè questa: La civiltà non è stata altro che una continua vittoria contro gli impulsi del senso.

E allora?

Allora non rimane che un rimedio: «abbasso la civiltà e torniamo alla barbarie!»

A questo punto il commendatore ebbe paura