Pagina:Panzini - Trionfi di donna.djvu/187

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senape inglese o senape francese? 183


Entrò, dunque, e quando il giovane gli ebbe fasciato il collo coll’accappatoio, il comm. Fabrizi notò che gli altri giovani e alcuni clienti pendevano dalla bocca di un narratore tranquillo ed acuto.

— Il signore desidera?

— Appuntire un poco questa barba, raggentilendola.

La domanda del barbiere era molto logica attesochè il comm. Fabrizio Fabrizi non offriva nel capo valida presa al pettine e molto meno alle forbici: d’altronde la barba di color misto, quadrata come quella di Enrico di Navarra, con tutti i peli per isquadra, una barba magistrale in tutti i sensi, incuteva un giusto senso di rispetto anche alle forbici di un parrucchiere. Da ciò la dubitosa domanda, a cui fu aggiunto: — Solo un pochino, in fondo, è vero, signore?

— Oh, anche più che un pochino!

Il parrucchiere mise la sordina a questo pensiero: «che peccato profanare una così bella barba!» e brandì l’arma.

E mentre i peli cadevano sotto il prudente taglio, non il savio pensiero che in quei peli or dalla forbice recisi era molta parte della dignità del suo ufficio, balenò alla mente: invece balenò alla mente questo pensiero, degno di ogni biasimo:

«Come inutilmente la folta mia chioma è caduta, come inutilmente questa barba si è fatta grigia, anzi bianca!»