Pagina:Panzini - Viaggio di un povero letterato.djvu/131

Da Wikisource.
Jump to navigation Jump to search

xii. - Battistero, chiesa, cimitero! 115

a capire, credeva nella Madonna e nel miràcolo, ma non credeva nei preti.

— E se loro non vi danno l’assoluzione? — domandai.

— Oh, senta — rispose ragionando come si fosse trattato di un affare spìccio e che si poteva còmpiere anche quella sera stessa — , io ho settant’anni e più di vita, e in settant’anni non ho fatto male a nissuni. Possa pèrdere questi occhi e non veder più i miei figliuoli se ho fatto male a nissuni! Quando sarò morta, mi bùttino dove vògliono. Poi farà Dio quello che vuole di me.

— Oh, buona donna, siate certa che porteranno anche voi lì, nel Cimitero....

— Oh, lì non seppellìscono più nissuni. Quant’anni è che non seppellìscono più? Ma gli scienziati — interruppe poi gravemente — ci hanno diritto.

— Gli scienziati soltanto? — domandai — ed i poeti, no?

«Scienziati» voleva ella dire, cioè «i saggi», cioè quelli che sanno le cose che non si vèdono. Mi diede la buona sera, e si allontanò per uno di quei raggi bianchi che lineavano il prato scuro.

Quella donna è nobile certamente — dissi a me stesso seguendo con lo sguardo