Pagina:Panzini - Viaggio di un povero letterato.djvu/216

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E allora mi destai che era il primìssimo albore. Sentii la campanella fresca del mattino che chiama all’ave maria del dì. Caro suono che squilla ancora. Lagrimavo un po’ dolcemente.

Non rammenti più? — dissi a me stesso. — Da due anni ella non è più. Tu non comprerai più le pesche ed i dolci per il giorno della sua festa, come nessuno più ripeterà con quella voce il nome del tuo battèsimo.

Ma chi sa perchè? Io non ero triste dopo tanta angòscia durata nel lungo sogno. Ora a me pareva di vedere mia madre assunta in cielo come si legge nei grandi poeti.

Io fissai la mente e, cosa incredìbile, non vidi più la morte che divide la vita. La vita mi sembrava che fosse una continuità non limitata dalla morte. E quando io verrò a te, tu forse mi verrai incontro sul limitare e mi chiamerai per nome e mi dirai ancora: Benvenuto!