Pagina:Panzini - Viaggio di un povero letterato.djvu/217

Da Wikisource.
Jump to navigation Jump to search


Capìtolo XX.


DUNQUE RÒNDINI, ADDIO!


Mi sono accorto la mattina all’albergo che l’abbonamento ferroviàrio era già scaduto. Questa cosa è molto incresciosa perchè adesso dovrò fermarmi.

Dove andrò adesso?

Ho considerato intensamente ed ho riconosciuto che nella superfìcie così vasta del mondo non è luogo dove desidererei di fissare stàbile dimora. Non è cosa piacèvole non trovare fìsonomia di villàggio, profilo di campanile o di minareto, città o campagna che vi sorrida sì da esclamare: «vorrei vìvere là!». Come devono èssere felici quelli che pòssono dire: «Io vorrei vìvere là!».

«E allora c’è il cimitero.», dirà alcuno. E infatti ci avevo pensato; il cimitero di Bellària è pròprio un cimitero carino perchè abbandonato, e non è lontano dal mare, e mi piaceva una scritta con