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E se è lei, che cosa vorrà da me? Pensare che per molti anni il ricordo di Mimì mi diede palpitazioni violente. Ora tutto era quieto.



Non c’è dùbbio, pensavo al mattino seguente vestèndomi, che l’individuo che è riflesso in questo spècchio, è la continuazione di me stesso, cioè di un ùnico indivìduo, vivente ora e vissuto anche molti anni addietro. Eppure io sono un pìccolo cimitero.... in attività di servìzio. La pìccola Mimì giaceva in una delle arche del mio cuore: io la credevo ben morta. Essa è risuscitata, perchè è un fatto che la donna la quale ieri sera mi salutò così dolcemente per nome, è proprio Mimì.

Pensare tanti anni fa, quando io avevo vent’anni! Io ero òrfano di babbo, e vivevo così poveramente che spesso era necessàrio saltare la colazione; la mia pòvera mamma, i miei fratelli piccini.... Ebbene, io volevo sposarla, Mimì, sposarla col sindaco, col prete, col còdice, con tutti i più lùgubri utensili del matrimònio.