Pagina:Panzini - Viaggio di un povero letterato.djvu/83

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viii. - Le due milionàrie 65

della Savena; làscia giù la bassa landa, corre su verso la freschezza dell’ Appennino.... È deciso. Andiamo a Scaricalàsino. Respireremo l’ària fresca, berremo le àcque purissime di Scaricalàsino. Ma bisognerà attèndere l’alba del dimani. L’automòbile làscia Bologna al primo mattino. Tanto mèglio ! Bello è viaggiare al mattino.


Il desiderio di vìvere un’ora a Scaricalàsino era così grande che alle tre del mattino mi trovavo già desto per il letto. Perciò levàtomi e tolto meco un mantelletto ed un forte bastone, mi recai ad attèndere l’ora della partenza in quel caffè che mai non chiude le porte. L’alba non era ancora apparsa; ed il cielo sembrava di cènere: eppure il giorno doveva èsser sereno!

Da via Indipendenza, intanto, col lento moto delle scope, avanzava in un polverone una schiera di spazzini. Il loro gesto era silenzioso e solenne. « Voi siete sacerdotali ministri, voi che togliete la sozzura notturna.» E quasi mi venne vòglia di salutarli quei dispregiati spazzini.