Pagina:Penombre.djvu/110

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108 penombre


Era un bel dì di luglio;
     Dagli ampii finestroni
     Piovean cadenze e balsami
     20Di fiori e di canzoni;
     Brillavano le mummie
     Nelle corteccie frolle,
     E dalle vecchie ampolle
     Frangea scintille il sol.

25Il sol che le miriadi
     Dei vermi e degli insetti,
     Giù, nell’orto botanico,
     Scalda ai fecondi affetti,
     E in un bacio affamiglia
     30Il ciel, lo stagno, il sasso,
     E il giovin granchio al passo
     Aiuta, e il nibbio al vol.

Il sol che vide al placido
     Balcone una fanciulla
     35Che, curva fra i garofani,
     Preparava una culla;
     E il più gentil battesimo
     Avea cercato ai santi,
     E quattro labbra amanti,
     40Lo sussurravan già!...

Oh dell’alcova fascini
     Dove un bimbo è aspettato!
     Oh pregustati palpiti
     Dell’istante affrettato!...